- INEFFICACIA DELLE DONAZIONI CON LA TRASCRIZIONE DEL FALLIMENTO.

  Con la trascrizione della sentenza di fallimento diventano automaticamente inefficaci le donazioni, i trust, i vincoli di destinazione e qualsiasi altro atto a titolo gratuito posto in essere dal fallito nei due anni anteriori al fallimento. A prevederlo è il nuovo secondo comma dell'articolo 64 della legge fallimentare, introdotto dalla legge 132/2015.
In base alla nuova normativa è, dunque, sufficiente che il curatore fallimentare trascriva la sentenza di fallimento (cioè inserisca la sentenza in un pubblico registro) e tutti gli atti a titolo gratuito vengono meno, con la conseguenza che i beni oggetto di tali atti, rientrano nella massa fallimentare e possono essere usati per soddisfare i creditori.
Prima dell'entrata in vigore della nuova normativa, occorreva che dopo il fallimento gli atti pregiudizievoli fossero dichiarati inefficaci mediante una sentenza di accertamento. Ciò comportava una perdita di tempo e risorse oltre al rischio che il bene, oggetto della donazione, fosse ulteriormente trasferito ad un terzo in buona fede.
Oggi, invece, l'inefficacia è dichiarata immediatamente con la trascrizione della sentenza ed i beni vengono sottratti subito al donatario, saltando la fase giurisdizionale.
La nuova normativa non si è occupata della efficacia delle donazioni di beni non iscritti in pubblici registri, si pensi ad esempio alle donazioni di denaro. Parte della dottrina ritiene che l'articolo 64 l.f. debba applicarsi anche ai beni non registrati. La teoria che sembra però preferibile è quella negativa, in quanto, la normativa in questione è impostata sulla trascrizione.

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