- NUOVA NORMATIVA IN TEMA DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA.

 Il primo ottobre è entrata in vigore la nuova normativa nazionale in tema di certificazione energetica degli edifici. In particolare il governo, al fine di adeguare la legislazione nazionale a quella comunitaria ha emesso il 26 giugno 2015, tre decreti interministeriali che sono entrati in vigore lo scorso primo ottobre.

Tra le modifiche previste, ce ne sono alcune di stretto interesse notarile, in quanto, riguardano gli attestati di prestazione energetica da allegare agli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso.

Ricordiamo, in primis, che la normativa nazionale era integrata da quella regionale, diversa da regione a regione. Oggi le regioni devono adeguarsi però alla nuova disciplina, anche se vi possono essere in ogni caso delle differenze all’interno delle singole zone.

La Regione Lombardia ha già provveduto ad adeguare la sua normativa a quella nazionale. Dall’unione delle due discipline sono emerse due principali novità.

La prima riguarda i casi in cui un edificio sia privo di impianti termici.

Prima della novella nazionale e regionale nel caso di specie non occorreva l’A.P.E., ed era sufficiente allegare all’atto di trasferimento una dichiarazione di un termotecnico attestante la mancanza di impianti termici. L’atto poi doveva essere inviato all’organo regionale di certificazione, al fine di eventuali controlli.

Oggi, invece, qualsiasi edificio, anche senza impianti, purché completato, necessita di un A.P.E., fatta eccezione per i fabbricati in corso di costruzione. Quindi in caso di alienazione di un fabbricato senza impianti all’atto dovrà essere allegato l’A.P.E. che attesterà l’assenza di impianti. Solo in caso di vendita di immobile a rustico, cioè solo lo scheletro, si potrà evitare di redigere la certificazione energetica.

Restano invariati i casi per i quali non si necessita del certificato:

  • I fabbricati isolati con superficie utile totale inferiore a 50 mq.;
  • Gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati o raffrescati per esigenze del processo produttivo o con reflussi del processo stesso;
  • Gli edifici agricoli non residenziali sprovvisti di impianti;
  • I box, le cantine, i depositi, le strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi;
  • Gli edifici adibiti a luoghi di culto;
  • Gli edifici industriali e artigianali quando il loro utilizzo non prevede l’uso di impianti di riscaldamento e/o climatizzazione;      
  • I ruderi;
  • Gli immobili in corso di costruzione per i quali non si ha ancora abitabilità o agibilità, ma come detto devono essere “a scheletro” o “a rustico”;
  • Manufatti non riconducibili ad edifici.

La seconda novità del combinato disposto delle nuove discipline nazionale/regionale, sempre di interesse strettamente notarile, riguarda le certificazioni degli appartamenti che si trovano in condominio. Prima della riforma era possibile realizzare, in caso di più unità abitative facenti parti di un condominio avente una sola centrale termica, un solo Attestato di prestazione energetica.

Oggi la nuova disciplina prevede che ogni unità abitativa abbia il suo certificato.

Logicamente i certificati anteriori al primo di ottobre mantengono la loro scadenza decennale e restano, dunque, validi, anche se cumulativi di più immobili. La variazione interessa i nuovi fabbricati o quelli che ancora non erano dotati di A.P.E..

Infine occorre segnale una ulteriore novità introdotta dal legislatore nazionale.

Il certificatore prima di consegnare il certificato al proprietario deve depositare lo stesso negli uffici regionali competenti, attraverso invio telematico con firma digitate e solo dopo 15 giorni può consegnarne copia al cliente. 

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