- I MALATI DI SLA POTRANNO ESPRIMERSI CON IL TRACCIAMENTO OCULARE PER SIGLARE GLI ATTI DAL NOTAIO.

 Rendere più semplice la partecipazione dei soggetti affetti da SLA alla contrattazione giuridica attraverso una interpretazione evolutiva della legge notarile che riconosca la comunicazione non verbale senza intermediari. È la proposta del Notariato con la collaborazione di "AISLA", l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica che da 32 anni sostiene le persone con SLA e la ricerca su questa malattia, presentata al 50° Congresso Nazionale del Notariato, dedicato al tema "Il valore economico della sicurezza giuridica: quale diritto per lo sviluppo"
L'argomento sarà, anche, all'ordine del giorno della terza giornata del Primo Simposio Nazionale sulla SLA di Napoli promosso da "AISLA" e "AriSla" del 14 novembre.
La persona affetta da SLA potrà infatti comunicare con il Notaio attraverso un dispositivo che si basa sulla tecnica, dell'eye-tracking (tracciamento oculare). Questo sistema ha alla base l'idea di generare sulla superficie oculare dell'utente dei riflessi e di calcolare la direzione dello sguardo a partire dalla posizione relativa della pupilla rispetto a quei riflessi. Tale tecnologia, applicata per prima nel mondo del marketing (viene utilizzata nelle vetrine per analizzare su quali prodotti si ferma maggiormente lo sguardo dei consumatori) è stata da qualche anno dedicata all'ausilio di persone con difficoltà di parola e mobilità, come chi soffre di SLA.
Nel caso specifico, il dispositivo potrebbe entrare nello studio del Notaio e aiutare chi non ha modo di esprimersi attraverso i canali "tradizionali". Il malato, attraverso l'utilizzo del puntatore oculare e senza intermediari, potrà infatti comunicare direttamente la sua volontà al Notaio, che sarà in grado di riceverla e riprodurla nell'atto in questione. Il Notaio, infatti, deve accertare personalmente la volontà delle persone che a lui si rivolgono.
L'apertura, giuridica, in tal senso è stata data dal Tribunale di Milano con il provvedimento di volontaria giurisdizione n. 11965/2011 del 24.2.2015, che ha preso atto della nuova realtà creata dalla tecnologia ed enucleato il concetto di "comunicazione non verbale". Oggi l'obiettivo è quello di sfruttare lo sviluppo tecnologico in campo medico per semplificare e rendere più immediata la tutela dei diritti delle persone affette da SLA. I malati di SLA, non presentano alterazioni cognitive, ma non hanno l’impossibilità di comunicare con i canali classici, possono, però, utilizzare sistemi di comunicazione alternativi, quali, appunto, i "comunicatori a puntamento oculare", che sfruttano l’unico movimento ancora controllabile dagli stessi, quello degli occhi, ottenendo così la possibilità di esprimersi in autonomia.

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